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Il Mestiere del Vento

 

“E’ mestiere del vento alzare vele –
Ma noi possiamo scegliere il colore,
il loro verso, la gioia di resistere e che muove
dell’albero maestro – fermo,
con le radici nel bene della terra –
e che ci porta vivi
in pochi amici, come dopo una guerra.”

(Silvia Bre)

 

 

Dimmi con chi (ri)vai…

Di Claudio Cartia

(la prima parte di questo articolo la trovate qui).

Il Motociclista 2.0

Individuarlo è facilissimo, addirittura da prima che cominci il viaggio. Se state pianificando un itinerario fuori dall’Italia una delle prime cose che vi chiederà è che forma hanno le prese di corrente, che tensione erogano e a quanti hertz di frequenza. A voi, che l’unica cosa che sapete in proposito è che non bisogna ficcarci le dita dentro!

Motore... aaaaazione!Poi vorrà sapere se sul vostro Garmin avete installato il firmware versione 3.16 beta, se vi trovate bene con la nuova gestione dei POI, se avete aperto un account su TripIt e se c’è già una folder Dropbox condiviso con i roadbook delle tappe.

Voi ascoltate in silenzio al telefono, guardando la vostra carta del Touring del 2003 con le macchie di olio, e capite che sarà un lungo viaggio.

E lungo lo sarà per davvero, soprattutto se lasciate che sia lui a guidare il gruppo: alla fine si scoprirà che le mappe del suo GPS ancora riportano l’Unione Sovietica e sono le stesse usate da Lech Walesa per organizzare Solidarnosc, ma lui segue le indicazioni del navigatore con fede cieca, incurante di cartelli stradali, indicazioni degli autoctoni e ponti interrotti.

Preparatevi quindi a simpatiche deviazioni di 2/300 km attraverso la Foresta Nera, ad attraversare dieci volte il fiume Ural e a girare Praga in cerchi concentrici fino alle due di notte per trovare quella deliziosa locanda che si era segnato sul TomTom prima di partire.

Indice di pericolosità: 4

Molto bassa in fin dei conti. Potreste addirittura ritrovarvi con un bel filmino alla fine del viaggio… ma non fatevi illusioni: di solito gira due terabyte di filmati che nessuno monterà mai. L’importante è che non vi inviti a casa per guardarli tutti!

Come riconoscerlo

Riconoscere il Motociclista 2.0 non è certo un problema. Tra i mille segni di riconoscimento potete includere anche la prolunga elettrica che gli esce dal didietro per andare alla batteria della moto.

Cosa fare

L’unica precauzione da adottare è stare fuori dalle sue inquadrature, soprattutto se in ufficio avete detto che quei cinque giorni di ferie vi servivano per accudire la vostra anziana madre in punto di morte… il vostro capo non sarà contento di vedervi taggato in tutti i social network esistenti, sorridente in cima al Grossglockner con un Pretzel in mano!

L’Apprensivo

L’Apprensivo è uno a cui, semplicemente, dovrebbe essere vietato di viaggiare.

Intendiamoci, non è che sia colpa sua. E’ la società, l’ambiente in cui è cresciuto, le cattive frequentazioni, eccetera eccetera. Siamo in democrazia e le merci circolano liberamente, figuriamoci le persone. Però, davvero, molte persone ne guadagnerebbero in salute se l’Apprensivo si dedicasse ad altri passatempi, lui per primo.

Spesso e volentieri si tratta di un ignaro motociclista che non si è mai spinto oltre il perimetro della propria città o che non ha mai dormito una notte lontano da casa in moto. Per qualche giro di amicizie e di allineamenti planetari è entrato a far parte del vostro gruppo, in un viaggio all’estero… e già la parola “estero” lo mette un po’ in ansia, evocando in lui immagini di reportage televisivi su drammatiche carestie, catastrofi ambientali o violente sollevazioni popolari con lacrimogeni e carri armati.

Sì, anche se state andando in Croazia.

Egli comincia quindi a preoccuparsi ben prima della partenza, manifestando la propria inquietudine con telefonate via via sempre più allarmate su temi di crescente inconsistenza logica, secondo una scaletta-tipo che vi riporto:

-10 giorni alla partenza

“Ciao, volevo sapere se sono previste percorsi molto impegnativi perché io non ho alcuna esperienza di viaggi e non so se me la sento di fare tanti km in un giorno. A proposito, la mia moto usa la benzina verde, pensi che fuori dall’Italia la troveremo?”

-7 giorni

“Senti ma non è che guideremo con il buio, vero? Io ho solo la visiera scura e in ogni caso ho sentito che le strade in quei posti sono molto dissestate e pericolose. A proposito, mia mamma si raccomanda di andare piano. Non corriamo, vero?”

-5 giorni

“Ho visto al TG4 che un ciclone potrebbe abbattersi sulla Francia… lo so che dobbiamo andare in Croazia però magari per sicurezza mi porto la giacca estiva, quella invernale e anche altre due da sci che ho trovato nell’armadio. A proposito, in Croazia il telefono prende?”

 -2 giorni

“Mia mamma dice che la NATO sta per bombardare l’Iran! Non è che corriamo dei rischi eccessivi andando in Montenegro?!? A proposito, tu che gruppo sanguigno hai? Magari le sacche di plasma che mi porto per sicurezza potrebbero essere compatibili!! Ora esco che vado a noleggiare un telefono satellitare.”

-1 giorno

Nessun contatto telefonico. L’Apprensivo sta infatti girando tutti i parenti più o meno prossimi per salutarli personalmente prima di partire.

Un Apprensivo manda un SMS per tranquillizzare la mamma.Un elemento chiave dell’Apprensivo, come avrete capito, è il rapporto con la madre. Deve telefonarle almeno tre volte al giorno, in orari prefissati, per rassicurarla sulle sue condizioni di salute e sul fatto di non essere caduto nelle mani delle Tigri Tamil che dimorano nei Balcani. Se per un motivo qualsiasi la telefonata dovesse ritardare, l’anziana madre effettuerà una serie di chiamate che non si interromperà fino a che non avrà notizie del figlio:

  1. Telefonata immediata all’amico che sta viaggiando con il figlio (se presente).
  2. Moglie o fidanzata del figlio.
  3. Redazione di Chi l’ha Visto (che oltretutto la Sciarelli l’altra sera stava proprio bene con quei capelli, va detto)
  4. Carabinieri
  5. Farnesina
  6. Chuck Norris (sì, lei ha il numero)

Conviene quindi che facciate effettuare all’Apprensivo tutte le telefonate che deve fare, se non volete ritrovarvi inseguiti da un mandato di cattura internazionale per sequestro di persona. O da Chuck Norris.

Se poi di mezzo ci fossero anche fidanzate gelose e apprensive e addirittura figli piccoli… beh, che Dio vi aiuti!

Indice di pericolosità: 7

L’Apprensivo è in grado di vedere il lato negativo e pericoloso di quasi tutto quello che farete in viaggio, dai percorsi al cibo, dalle persone che incontrerete ai luoghi che sceglierete per dormire.

Come riconoscerlo

È probabile che abbia strisce catarifrangenti su tutta la moto e sull’abbigliamento, il gruppo sanguigno stampato a caratteri cubitali sul casco e fotografie di tutti i suoi cari nel portafogli. Nelle valigie ha più medicinali che mutande.

Cosa fare

Mentite! Mentite su tutto!

“Ma non sarà pericoloso guadare questo fiume in piena con la mia Goldwing?!”

“Ma nooooooo! Dai gas e non ti preoccupare! Vai avanti tu, che noi ti seguiamo.”

Noi.

Sì, proprio voi che leggete…. voi, me… noi insomma!

Non penseremo davvero che siccome siamo stati qui fino ad ora a sfottere le fissazioni altrui e a ridere delle disgrazie dei malcapitati che hanno viaggiato con noi, allora siamo perfetti e senza macchia, vero?

Smile for the camera!Ciascuno di noi è stato a turno apprensivo, irritante, iper-tecnologico e (qualche volta) persino fico! Più viaggiamo e più passano gli anni, più cambiano le nostre abitudini e attitudini. Passa la voglia di correre e arriva quella di lasciare le strade asfaltate, o al contrario si molla la moto “intelligente” per comprarsi una naked da scippo con uno scarico aperto che fa più baccano di un reggimento di artiglieria e il casco nero opaco con le fiamme e i teschi!

Non c’è un modo migliore in assoluto per viaggiare e vivere la moto. Ognuno di noi scopre e riscopre la propria dimensione con il tempo e con l’esperienza… l’importante è che ce ne ricordiamo quando ci verrà voglia di strangolare il nuovo arrivato perché ha appena fatto il pieno di gasolio alla moto o è partito con le gomme finite e ora le dobbiamo comprare a Ferragosto in piena Polonia… è successo anche a noi, solo che non ci piace ammetterlo.

Indice di pericolosità: ?

“In cattiva compagnia soprattutto se sto solo” diceva qualcuno… ma anche senza buttarla in melodramma è chiaro che chi parte con lo spirito giusto ha già risolto la maggior parte dei possibili problemi. Anzi scusate un attimo, che devo finire di prenotare il traghetto su internet per la prossima destinazione!

Come riconoscerlo

No, mi dispiace… la foto di Ewan McGregor che gira il mondo in moto non è abbastanza somigliante. Mettetela via e procuratevi uno specchio.

Cosa NON fare

Non partite da qualcosa. Partite verso qualcosa e qualunque viaggio sarà un successo! Fidatevi. 😉

Dimmi con chi vai…

Di Claudio Cartia

Sono stati scritti fiumi d’inchiostro e miliardi di byte su come prepararsi a un viaggio. La scelta e la messa a punto della moto, l’equipaggiamento, i percorsi migliori o meno conosciuti, i posti in cui dormire o mangiare. Tutto giusto e tutto bello, ma nessuno vi dice la cosa principale: ciò che fa la differenza sono i compagni di viaggio!

Chi ha un collaudato e affiatato gruppo di amici starà già sorridendo con l’aria tipica del “sono cavoli vostri”, perché egli sa che non c’è aspetto più delicato in un viaggio. Ma anche quando si è tra vecchi e rodati amici c’è sempre il rischio di trovarsi con qualcuno di nuovo, amico di amico o per altre vie. Ovviamente sempre all’ultimissimo secondo.

Ecco quindi una breve e pratica guida per riconoscere i tipi più insidiosi. Se proprio non potete evitarli, almeno siate pronti a affrontarli!

Il Simpatico Sprovveduto

Il Simpatico Sprovveduto, altrimenti detto “colui che viene dalla montagna del sapone” è, in effetti, simpaticissimo. E’ spesso amico di un vostro amico che garantisce per le sue doti sociali e per la bontà d’animo, giura e spergiura che con lui ci si divertirà un sacco eccetera eccetera e quindi lo caricate a bordo.

Il simpatico sprovveduto ha un solo, terrificante problema: Egli Non Ha Idea.

Non solo non ha idea di come si guidi una moto carica di bagagli e con passeggero perché è la prima volta che la usa per un viaggio, ma non ha nemmeno idea del viaggio stesso! E’ stato arruolato dallo stesso amico di prima che, mentre con voi garantiva per lui e la sua simpatia, a lui taceva particolari importanti del viaggio, per non spaventarlo e non farlo rinunciare. Tipo che state partendo per Capo Nord. O l’Elefantentreffen. O Ulan Bator.

Lui non lo sa e comunque non farebbe molta importanza perché si presenterebbe comunque con il completo Dainese comprato la settimana prima, in tinta con la moglie (sono vestiti uguali dalla testa ai piedi), ovviamente il tutto coordinato con la moto. Se guardate bene ha ancora la targhetta col prezzo attaccata al collo.

Ovviamente dopo i primi 200 km si arrenderà, o perché fa troppo freddo (e siete solo a 700 mt di quota) o perché è stanco o perché la moglie sta già compilando le carte del divorzio.

In alternativa rimarrà bloccato al primo posto di frontiera non avendo il passaporto, perché pensava che intendeste Cappadocia quella in Abruzzo, non in Turchia!

Salutatelo senza rimpianti e proseguite il viaggio.

Indice di pericolosità: 5

Il Simpatico Sprovveduto tende ad essere inoffensivo e a rappresentare un pericolo solo per sé stesso.

Come riconoscerlo

Si presenta alla partenza con la frase “ciao sono Mario, dove andiamo di bello?”. Ha la moglie con 12 chili di vestiti al seguito e le scarpe coi tacchi. Spesso ha la moto ancora in rodaggio.

Cosa fare

Nulla. Fortunatamente il Simpatico Sprovveduto si elimina da sé in tempi relativamente brevi.

Quello di un Altro Livello

Detto anche il “rude viaggiatore”, questo specifico tipo ha dei segni distintivi che purtroppo possono essere facilmente interpretati nel modo sbagliato.

E' una trappola!!Di solito ha una moto tutta ammaccata con almeno 10 anni di vita che vale sì e no quanto i vostri stivali, ma non è perché non possa permettersi di meglio, come ingenuamente pensate voi. Come vi spiegherà con voce bassa e calma, a lui piacciono le moto semplici perché può riparare i carburatori usando unicamente calze di nylon o sostituire il cambio con delle forcine per capelli nel posto giusto, proprio come ha fatto quelle volte in Afghanistan e in Bolivia.

Voi interpreterete il suo giubbotto di pelle sdrucito e consunto come un tentativo di apparire figo e maledetto come James Dean, ma in realtà è perché attraverso i suoi pori e cuciture lui può potabilizzare l’acqua delle pozze piovane del Tibet.

Penserete che il suo viso abbronzato e la sua pelle ruvida siano il classico biglietto da visita dell’imprenditore un po’ avanti con gli anni, avvezzo alle piste da sci di Cortina (o lampadato), invece purtroppo sono il risultato del suo recente viaggio in Nordafrica, 4000 km da parte a parte percorsi a torso nudo, vestito del solo Tagelmust.

Alla fine è chiaro che si romperà le palle al terzo giorno e quando voi timidamente proporrete di fare venti km di autostrada per arrivare più velocemente al santuario della Madonna degli Impiegati raccomandato dalla guida dell’Espresso, lui inventerà una cortese scusa per separarsi dal gruppo e fare una “piccola deviazione” per strade secondarie, portandosi dietro anche uno o due dei vostri amici, evangelizzati nel frattempo.

La successiva notizia di lui l’avrete due giorni dopo, quando mentre sarete in coda in mezzo ai camperisti sullo Stelvio vi arriverà un suo SMS da Novosibirsk.

Indice di pericolosità: 4

Bassa pericolosità, l’unico rischio concreto è che sembrerete uno sfigato.

Come riconoscerlo

Voi avete la bomboletta del Fast, lui le camere d’aria di ricambio. Voi avete un cacciavite di merda, lui cinque chili di nastro americano e fil di ferro in una cassa di munizioni della NATO. Voi avete il numero dell’assistenza stradale, lui è quello che chiamano gli operatori della vostra assistenza quando non sanno che pesci prendere.

Che tristezza.

Cosa fare

Se state cercando di fare colpo su una ragazza del gruppo, cercate di tacere. Qualsiasi cosa voi possiate millantare, lui l’ha fatta prima, meglio e dieci volte più figa.

…maddài, chi voglio ingannare? Non avete alcuna speranza nemmeno tacendo!

Il Moto Perpetuo

Questo è un tipo difficile da individuare, uno dei più insidiosi. All’apparenza è del tutto normale, ma lo potrete riconoscere da un particolare alla prima sosta benzina/pipì/sigaretta: è quello che non si toglie il casco.

Lo sguardo dell'OdioNon importa che vi siate fermati solo per 10 minuti o per un’ora, lui comunque terrà il suo casco ben piantato in testa, come silenzioso monito del fatto che state perdendo tempo. Non dovreste essere fermi lì, ci sono ancora centomila km da fare, se arriverete tardi sarà colpa vostra, perché lui era pronto a ripartire da un pezzo.

Il monito oltretutto smette di essere silenzioso dopo poco, allorché una sequenza ben intervallata di “andiamo?”, “andiamo?”, “allora andiamo?” comincerà a condizionare i vostri pensieri e a far roteare parti normalmente fisse del vostro corpo.

Che poi il bello è che non avete nessuna necessità oggettiva di sbrigarvi… ma vai a spiegarglielo!

Indice di pericolosità: 8

Attenzione, la rissa è sempre in agguato con Moto Perpetuo, che può raggiungere livelli di molestia davvero intollerabili! In compenso vi farà arrivare in largo anticipo dappertutto.

Come riconoscerlo

Purtroppo non esiste un metodo preventivo, quando ve ne accorgerete sarà troppo tardi.

In tutti i sensi.

Cosa fare

La miglior difesa è l’attacco! Se non potete prenderlo a male parole o percuoterlo, mettetelo in crisi prendendovela con moooooolta calma ogni volta che potete.

Uh, ho di nuovo finito la benzina! Toh, un negozio che vende proprio quel pìspolo desmodigitale termoionico che cercavo da anni! Guarda che fiori meravigliosi, fermiamoci per fare un book fotografico da 200 scatti!

Vedrete che dopo un po’ si darà una calmata. Oppure esploderà.

L’Homo Sessualis

Abilissimo nel mimetizzarsi, sulle prime vi sembrerà un viaggiatore come un altro, soprattutto se non avete mai avuto modo di uscirci una sera prima del viaggio.

Comincerete ad avere i primi sospetti la prima volta che lo vedrete voltarsi di scatto sulla moto mentre andate a 80 all’ora, come se fosse Rossi che controlla la posizione di Biaggi dietro di lui, solo che lui sta “controllando” le fattezze di una ragazza che si è fugacemente intravista ai lati della strada.

Ma gli improbabili equilibrismi, i cambi di traiettoria, le inchiodate improvvise (tenete adeguata distanza da lui) sono solo l’inizio. Presto comincerà a voler decidere in quali locali cenare la sera e in quali alberghi pernottare solo in funzione di un elemento: la presenza di femmine, presunta o reale che sia.

E’ in grado di far virare qualsiasi conversazione su quel tema, anche se state parlando delle nuove gomme che avete montato o delle politiche neoliberiste della Thatcher. Se non riuscite ad arginarlo in tempo vi farà modificare il percorso fino a Belgrado, che è uno schifo di città ma è piena di… vabbè, avete capito.

Indice di pericolosità: 7 oppure 3

L’Homo Sessualis ha un indice di pericolosità variabile. Vedi “Cosa Fare”, più in basso.

Come riconoscerlo

Non guardate la strada, guardate dove guarda lui. Se rischiate di uccidervi dieci volte nei primi dieci minuti di guida in città, avete un defunto di vulva nel gruppo.

Cosa fare

Tassativamente rispondete NO a ogni sua proposta. Oppure dite sempre SÌ, consegnatevi totalmente a lui e godetevi gli sviluppi. In fondo potrebbe anche finire bene!

leggi la seconda parte dell’articolo!

Ogni volta è lo stesso, perché ogni volta è diverso.

Di Claudio Cartia

Se dovessi raccontarvi le cose più importanti che mi sono successe negli ultimi venti anni avrei di che parlare per un bel po’. Se poi voleste sapere quali di questi fatti ricordi meglio, quali abbiano lasciato un ricordo vivido e indelebile allora sarebbero meno, ma ancora parecchi. Alcuni belli, altri meno, avrei comunque materiale per andare avanti ben oltre la terza o quarta birra, magari bevendo piano… in fondo devo raccontarveli, quindi non è che possa fare entrambe le cose insieme, no?

Mi rendo conto che tra tutti questi ricordi ancora vivi molti hanno a che fare con le moto. Sono rimasti impressi nella mia memoria in modo così chiaro non solo perché hanno avuto a che fare con la passione più grande della mia vita, ma anche perché erano prime volte.

Tutti ricordiamo bene le prime volte della nostra vita: la prima che ci siamo messi nei guai, il primo esame e il primo giorno di lavoro, ma anche la prima volta che ci siamo innamorati, il primo bacio e l’altra prima volta logicamente conseguente che adesso però non è che devo per forza descrivere tutto nei dettagli, eh!

Le prime volte sono belle perché nel bene o nel male sono cariche di aspettative, incertezze, emozioni di tutti i tipi che dalla seconda volta in poi non hanno già più la stessa intensità.

Ricordo benissimo quando comprai la mia prima due ruote, una Vespa 50 Special che andai a prendere senza aver la minima idea di come si guidasse. Tornai a casa sbagliando marce e grattando ogni innesto, facendola spegnere a ogni semaforo e rischiando di uccidermi non so quante volte, in un misto di fanatica esaltazione e terrore nero. Ricordo perfettamente il primo giorno sulla la mia prima moto “vera” (più o meno stessa patetica scena, con in più un paio di cadute da fermo, perché era pure alta) e di quei giorni potrei descrivervi tutto, che tempo faceva, le strade che percorsi, gli odori, le sensazioni. Mi sembrano ieri.

Soprattutto ricordo benissimo il mio primo viaggio in moto: Roma-Misano nel 1993, per vedere il GP del Motomondiale. Io su un Pegaso 600 e Antonio in sella a una 883. Quasi tutti i miei ricordi più belli relativi alle moto, da quel giorno in poi, sono legati a un viaggio di qualche tipo e il motivo l’ho capito qualche tempo fa.

Viaggiare in moto vuol dire vivere una serie infinite di Prime Volte, sempre diverse.

Non importa che tipo di viaggio sia e non importa quanto grande o piccola sarà la vostra avventura, ma voi la ricorderete.

Sono certo che ricordate la vostra prima foratura e il casino che avete fatto col Fast cercando inutilmente di riparare il buco in mezzo a quel posto del cavolo dimenticato da Dio. Immagino che ricordiate bene il primo Diluvio Universale che vi siete presi e la prima volta che vi siete trovati le mani surgelate perché la temperatura era scesa di 15 gradi in venti minuti e stavate coi guantini estivi. Io perfettamente! E la prima volta che avete dovuto affrontare un tratto di strada non asfaltata, magari spinti da un amico con l’enduro che vi diceva “ma dai che è facile!” mentre voi sulla vostra supersport racing RRR snocciolavate mentalmente il rosario in un modo non necessariamente rispettoso… ne vogliamo parlare? Magari continuavate a dire “mai più!” nel casco e adesso eccovi qui, col vostro KTM 990 pronto-raid.

Di sicuro io ricordo la mia prima notte all’addiaccio, il primo adesivo attaccato sulle valigie della moto, il primo timbro sul passaporto e le prime persone che si sono avvicinate a me durante un rifornimento o una sosta per conoscermi o salutarmi, magari senza nemmeno parlare la mia lingua. La prima caduta, il primo guasto, la prima emergenza. Come dicevo all’inizio, potrei andare avanti per ore.

La magia del viaggiare in moto per me sta proprio in questo. Potrei cambiare lavoro o iscrivermi di nuovo all’università, ma non vivrei i primi colloqui o i primi esami con lo spirito di tanti anni fa.

Ma se domani partissi di nuovo con moto e bagagli verso una destinazione qualsiasi, saprei per certo che ad aspettarmi ci sarebbero tante piccole e grandi avventure, sempre le stesse eppure sempre diverse, come la prima volta.