Frenare in curva

Condividi:

Per parecchi motociclisti, frenare in curva è tabù. Come al solito, sono vittime dei consigli di miocuggino. La realtà è che frenare in curva è possibilissimo, ovviamente con le dovute cautele, e consente di risolvere un sacco di problemi. Vediamo la cosa dal punto di vista della dinamica.

Deriva

Quando si percorre una curva, i battistrada delle due ruote si deformano per lo sforzo di opporsi alla forza centrifuga senza scivolare sull’asfalto. Per questa ragione le ruote percorrono una traiettoria un po’ più larga rispetto a quella che dovrebbe essere se i battistrada fossero perfettamente rigidi. Questo fenomeno si chiama deriva e l’angolo tra la traiettoria teorica e quella reale percorsa da ciascuna ruota è detta angolo di deriva.

L’angolo di deriva dipende da molti fattori (carico, accelerazione longitudinale e laterale, pressione di gonfiaggio, caratteristiche dello pneumatico ecc.). Quelli più importanti ai nostri fini sono la forza frenante applicata a ciascuna ruota e il carico gravante su ciascuna ruota, fortemente influenzato dall’azione frenante.
Con riferimento a questi due fattori, l’angolo di deriva di una ruota aumenta:

  1. al diminuire del carico gravante su di essa;
  2. al crescere della forza frenante applicata alla stessa.

Sulle auto la frenata avviene con un unico comando su tutte e quattro le ruote, perciò in caso di frenata in curva la deriva cambia in modo analogo su di esse e l’assetto dell’auto rimane sempre tendenzialmente neutro.
Sulle moto invece è di solito possibile ripartire la frenata in modo diverso tra anteriore e posteriore e questo consente di variare notevolmente l’assetto della moto in curva, rendendola sottosterzante (la moto curva meno di quanto si vorrebbe) o sovrasterzante (curva di più).
inoltre, la moto reagisce alle variazioni di assetto in curva con una tendenza ad aumentare l’angolo di piega (cosa che conduce la moto a stringere la traiettoria) oppure a ridurlo (cosa che la porta ad allargarla).

Uso del solo freno posteriore

In questo caso abbiamo:

  1. un aumento della deriva della ruota posteriore per la diminuzione del carico conseguente alla decelerazione;
  2. un aumento della deriva della ruota posteriore per l’applicazione della forza frenante su di essa;
  3. una diminuzione della deriva della ruota anteriore per l’aumento del carico conseguente alla decelerazione;

Il grande aumento della deriva della ruota posteriore le fa percorrere una traiettoria più ampia, e questo è doppiamente positivo, perché tende a far puntare la moto più verso l’interno della curva e a farla piegare di più.

La diminuzione della deriva della ruota anteriore, nel complesso più lieve rispetto alla ruota posteriore, determina invece due effetti contraddittori fra loro, perché tende a far puntare la moto più verso l’interno della curva, ma anche a farla piegare di meno. La somma di tali due effetti tende a spingere la moto allargare leggermente la traiettoria.

In questa circostanza l’effetto positivo della ruota posteriore prevale leggermente su quello negativo della ruota anteriore e quindi la moto tende a stringere sensibilmente la traiettoria.

Uso del solo freno anteriore

In questo caso abbiamo:

  1. un aumento della deriva della ruota posteriore per la diminuzione del carico conseguente alla decelerazione;
  2. una diminuzione della deriva della ruota anteriore per l’aumento del carico conseguente alla decelerazione;
  3. un aumento della deriva della ruota anteriore per l’applicazione della forza frenante su di essa.

In questo caso l’effetto positivo sulla ruota posteriore è assai meno marcato rispetto al caso precedente, mentre sulla ruota anteriore abbiamo effetti maggiori, sempre di senso opposto, che portano nel complesso a una sensibile diminuzione della deriva, che come abbiamo visto sopra tende complessivamente a far allargare la traiettoria.

In questa circostanza l’effetto negativo della ruota anteriore prevale su quello positivo della ruota posteriore e quindi la moto tende ad allargare sensibilmente la traiettoria.
Se poi il freno anteriore viene attivato bruscamente, l’angolo di deriva anteriore diminuisce altrettanto bruscamente e questo ha un quasi immediato ed evidentissimo effetto raddrizzante sulla traiettoria, cioè la moto fa un dritto.

Uso di entrambi i freni

Se servono forti decelerazioni in curva, conviene invece usare entrambi i freni, perché gli effetti positivi sulla ruota posteriore compensano quelli negativi su quella anteriore e la moto rimane tendenzialmente neutra (cioè non allarga né stringe sensibilmente la traiettoria).
È principalmente per questa ragione che in alcune moto, azionando il freno anteriore si attiva anche quello posteriore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *